domenica 25 febbraio 2018

Recensione: "Adesso apri gli occhi" di Ornella De Luca

Pubblicato da AlessiaM a 20:02:00
Ben trovati Readers! Oggi vi parlo di "Adesso apri gli occhi" di Ornella De Luca, primo volume della 'The Orphanage series' che ci racconta la storia di Homer e Diana

Titolo: Adesso apri gli occhi
Autore: Ornella De Luca
Serie:  #1 The Orphanage series
Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione:  6 novembre
Genere: Contemporary Romance

Trama: Diana ha ventitré anni e una valigia piena di sogni con sé. È partita dal sole della sua adorata Sicilia verso il freddo del Massachussetts per seguire un master di Scrittura Creativa alla Boston University e coltivare così il sogno di diventare una vera scrittrice.
Homer ha alle spalle un passato di solitudine e abbandono e la musica è l'unico strumento che possiede per connettersi col mondo. Nato cieco e dato in adozione alla nascita, prova a sbarcare il lunario suonando per le strade di Boston e le sue canzoni riescono a catturare il cuore di Diana.
Ogni mattina, seduta ai tavoli di uno Starbucks, la ragazza si lascia ispirare per la scrittura del suo romanzo dalla musica del giovane e affascinante artista di strada, pur non sapendo nulla di lui.
Chi è quel ragazzo? Perché non ha mai incrociato il suo sguardo, nascosto sempre dietro un paio di occhiali scuri?
Un romanzo da scrivere ad ogni costo, un'imprevista attrazione e una vecchia casa coloniale dal passato misterioso uniranno Homer e Diana, ma una grande bugia minaccia il loro rapporto.
Adesso apri gli occhi è un Romance New Adult in bilico fra verità e bugie, fra passato e presente. Una storia d'amore tra note musicali e pagine d'inchiostro, che parla con delicatezza e inaspettata ironia di disabilità, isolamento ed emarginazione, in tutte le sue forme.

Adesso apri gli occhi è il primo volume della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, rimasti orfani e cresciuti insieme nella spettrale "Villa Sullivan".



Recensione: ‘Adesso apri gli occhi’ è uno di quei romanzi che una volta iniziato non vorresti più finire: le vite dei personaggi si materializzano magicamente dinanzi agli occhi del lettore rendendolo partecipe della loro gioia, del loro dolore, della loro speranza. Una storia tremendamente dolce e delicata che nasconde una profondità a tratti sconcertante, che fa’ riflettere e ci fa domandare se nella nostra vita siamo sempre riusciti a trattare il prossimo con rispetto e a guardare oltre la disabilità o l’evidente difficoltà di qualcuno, per aiutarlo e magari amarlo senza riserve.
E’ questo quello che la storia di Homer e di Diana mi ha insegnato e ora vi parlo proprio di loro due.

Lui è Homer: finalmente aggiungerei, ecco arrivare un personaggio completamente diverso da quelli che oggi i romanzi ci propongono più spesso ovvero quei cattivi ragazzi tutto sesso, tatuaggi e bella vita. Homer è quanto di più lontano potrebbe esserci da questo mondo e questa è la sua bellezza, la cosa che più mi ha conquistata di lui. E’ un ragazzo gentile, buono e dolce che la vita ha messo a dura prova fin da piccolo: abbandonato alla nascita infatti è cresciuto in orfanotrofio, certo circondato da tanti bambini ma con i quali non riusciva a comunicare e ad entrare in relazione, solitario, introverso e silenzioso ha vissuto per tutta la vita nell’ombra tentando di rendersi invisibile e di passare inosservato agli occhi delle persone. Quegli occhi che lui non potrà mai conoscere ne usare, una difficoltà che gli ha dato la forza di imparare ad usare tutti gli altri sensi apprezzando le piccole cose, dai suoni più leggeri e silenziosi ai profumi più delicati. Un ragazzo che all’apparenza sembra schivo e forse anche un po’ arrogante ma che nasconde tanta fragilità e sensibilità che riversa nella parole delle sue poesie che poi canta per le strade con la compagnia del suo fedele cane e della sua chitarra, tentando di trasmettere ai passanti le sue emozioni e il suo amore per la musica.


“Chinai la testa e lentamente mi avvicinai a lei. La bellezza del contatto fra due persone è proprio quella: la vista non è necessaria. Diana sapeva di panna e caffè e la sua lingua era la cosa più morbida che avessi mai provato. Non me ne sarei separato mai più, se fosse dipeso da me.”


Lei è Diana: adottata da due fantastici genitori dopo la morte di quelli biologici e studentessa italiana emigrata in America per studiare letteratura e coltivare il suo sogno più grande, quello di diventare una scrittrice.
Seduta ai tavolini di uno Starbucks ogni giorno si dedica al suo romanzo e la musica di quel ragazzo sconosciuto la aiuta a trovare la giusta ispirazione. Homer, la incuriosisce sempre di più con quel suo aspetto strambo, la sua bellissima voce e quello sguardo, sempre celato dagli occhiali da sole, che sembra nascondere un universo intero. Non riesce a non sentirsi inspiegabilmente attratta da lui e in più complice la sua curiosità e l’obbiettivo di cercare informazioni per scrivere un romanzo sulla storia del misterioso orfanotrofio ‘Villa Sullivan’, un po’ per volta si inizia ad avvicinare a lui: i due si conoscono gradualmente e da sconosciuti diventano amici fino ad arrivare ad innamorarsi profondamente l’uno dell’altro. Il tempo che passano insieme è quasi magico: riescono a comunicare con facilità e naturalezza, si lasciano trasportare dalle emozioni, dalle parole, dalla musica e dal battito dei loro cuori; l’uno insegna ed impara dall’altro tantissime cose che custodiscono come beni preziosi. Il percorso di crescita del loro rapporto è una parte secondo me importantissima della storia, quel qualcosa che pone le basi per affrontare con coraggio tutto ciò che verrà dopo e che li investirà come un treno in corsa senza lasciarli scampo. Misteri, bugie svelate e verità nascoste porteranno scompiglio nella loro vita e momenti di instabilità, che metteranno a rischio quella relazione appena nata ma di cui già non possono fare a meno. Riuscirà il loro amore a resistere alle intemperie?


“Quando era diventato tutto così colorato attorno a me? Se per Homer rappresentavo davvero una luce nel buio, lui sarebbe stato il mio arcobaleno, una moltitudine di sensazioni diverse dove prima c'era soltanto la paura.”


Homer e Diana sono due personaggi che ho amato in ogni piccola sfaccettatura pieni di difetti ma sopratutto di pregi, capaci di andare oltre l’apparenza e di arrivare a cogliere ciò che c’è nel cuore delle persone. Homer è un ragazzo di una sincerità e di una semplicità disarmanti, capace di farti sciogliere il cuore con poche parole e capitolo dopo capitolo, di far innamorare il lettore; ne ha passate tante ma non si è mai lasciato abbattere dalle difficoltà, rialzandosi ogni volta più forte di prima e intenzionato a vivere fino in fondo e con rispetto quella vita che tante volte è stata ingiusta con lui ma che finalmente gli ha fatto conoscere lei. Diana è una ragazza solare, genuina e semplice che porta solarità e gioia ovunque vada ma con un passato difficile e doloroso alle spalle e che tenta di dimenticare. Per Homer è stata come una ventata d’aria fresca in una vita ormai asfissiante, ma dietro quel suo bellissimo sorriso nasconde un’anima fragile inconsapevolmente alla ricerca della vera felicità. Quella felicità che troverà con Homer che amerà con ogni fibra del suo essere, profondamente e senza riserve.
Nel corso della storia conosceremo diversi personaggi secondari, (ma forse non così tanto secondari), che contribuiranno ad inserire dei piccoli tasselli in questo complicato puzzle; personaggi con personalità forti e complesse che l’autrice ha ben tratteggiato quasi quanto quelle dei due protagonisti.


“Avvicinò la fronte alla mia e mi strinse il volto tra le mani. Restammo così per alcuni minuti, come un arco dalla curva armonica. In quel momento, nonostante Homer fosse cieco e non potesse vedere l'espressione sul mio volto, non c'era bisogno di dire nulla. Il silenzio era la perfezione.”


Ho trovato questo romanzo sapientemente curato in ogni piccolo aspetto: la cover è spettacolare e molto comunicativa, la trama originale e ben distribuita nel corso dei capitoli e con dei colpi di scena inaspettati; i personaggi caratterizzati a trecento sessanta gradi sia fisicamente che caratterialmente ma soprattutto psicologicamente, i sentimenti e le emozioni dei protagonisti scandagliati fino ad arrivare al fondo. L’autrice è riuscita a trasmettermi tutto ciò che questo romanzo ha da dare e da insegnare, i personaggi mi sono entrati lentamente sotto pelle portando con sé le loro debolezze, le loro fragilità, le paure e la loro voglia di provare emozioni, di vivere e soprattutto di amare. Lo stile curato ed un linguaggio ricco, chiaro ed immediato hanno reso la lettura scorrevole: la storia non annoia mai, il ritmo non rallenta nemmeno nei momenti più introspettivi né cede il passo alla monotonia o ai tipici cliché e il lettore arriva con il fiato sospeso e con il batticuore alle battute finali nella speranza di assistere ad un finale felice.
Non ho altro da aggiungere su questo romanzo perché altre parole mi sembrano superflue e non voglio rischiare di rovinare una lettura che posso assicurarvi sarà un vero viaggio alla scoperta dei sentimenti e con la musica sempre presente. Intanto non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il secondo volume di questa serie che mi è entrata nel cuore!  - Ale  


VALUTAZIONE 

0 commenti:

Posta un commento

 

365 Days Of Books Copyright © 2012 Design by Antonia Sundrani Vinte e poucos