venerdì 19 maggio 2017

Recensione: "Quando dal cielo cadevano le stelle" di Federica Pannocchia

Pubblicato da Morena a 15:52:00
Oggi vi parlerò di "Quando dal cielo cadono le stelle" di Federica Pannocchia.



TRAMA: Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la seconda guerra mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.


RECENSIONE: Premetto che ogni volta che guardo o leggo storie sugli  Ebrei e sullo sterminio, già mi immagino le cose più  spaventose e orribili che sono accadute,  le ho sempre odiate ma devo ammettere che anche se non sono tanto belle dobbiamo leggerle e studiarle in modo che noi giovani, che siamo il futuro della società, possiamo capire cosa è  stato fatto in passato, in modo da non farlo succedere nuovamente (almeno si spera). Detto questo posso iniziare.

Il romanzo racconta il lungo calvario di una famiglia ebrea, quella di Lia, che vive a Roma, fino a quando non viene deportata ad Auschwitz: ed è proprio lì che tutto inizia e tutto finisce per molti ebrei. Lia è  una ragazza di soli tredici anni eppure già a questa tenera età, è  costretta ad assistere ad eventi davvero orrendi, ai quali nessuno e dico NESSUNO dovrebbe mai assistere.
La scrittrice inserisce all'interno del romanzo scene molto forti, alle quali Lia è costretta ad assistere dall' inizio fino alla fine della sua permanenza in quella "prigione". Man mano che si va avanti nella lettura, ci sembrerà di imbatterci in un vero e proprio film dell'orrore: la fame, il freddo, le malattie, le punizioni, le percosse, le camere a gas sono  gli elementi che caratterizzano la narrazione dei fatti (io più  andavo avanti e più  avevo un ansia terribile).
Lia ama la vita, nonostante tutto e non smette di sperare che un giorno la guerra finirà e che tutti saranno liberati. 
Fortunatamente per Lia la liberazione è alle porte. Riuscirà a tenere duro, a resistere fino all' arrivo degli americani? Questo tocca voi scoprirlo solo leggendo, perché  io non vi dirò  nulla! :)
Libro molto pesante, in quanto tratta di argomenti duri e dolorosi, ma ogni tanto è  un bene leggere libri del genere, proprio  per non dimenticare di cosa gli uomini sono stati capaci di fare in passato, e per far sì che questo porti nelle generazioni future, una coscienza più sana e altruista; di fare degli uomini individui capaci di accettare e abbracciare le differenze individuali.
Io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima  recensione.
                       -Mory

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