sabato 24 giugno 2017

Recensione: "E come un sogno la vita vola. Lettere 1835-1848" di Patrick Branwell Brontë

Pubblicato da AlessiaM a 18:35:00
Buona sera readers! Oggi vi parliamo di un'opera pubblicata dalle Casa Editrice Flower-ed, si tratta di "E come un sogno la vita vola. Lettere 1835-1848" di Patrick Branwell Brontë, il fratello sfortunato di Charlotte, Emily e Anne. 

Autore: Patrick Branwell Brontë
Titolo: E come un sogno la vita vola. Lettere 1835-1848 Prezzo: 7,99€ 
Collana: Windy Moors
Volume: 9
Traduzione e cura di Alessandranna D’Auria
Formati: EPUB + MOBI
ISBN: 978-88-97815-98-3
Anno: 2017

Trama: Dal 1835 al 1848 un vivace ragazzo della brughiera divenne suo malgrado un uomo afflitto dal dolore. Abbandonata ogni speranza di costruirsi una carriera da pittore, continuando a scrivere poesie che ebbero poca fortuna e deluso da un amore impossibile, giorno dopo giorno si raccontò nelle poesie, negli infiniti racconti, nelle lettere indirizzate agli amici più cari, confessandosi inconsapevolmente al mondo. Caricato del gravoso peso di realizzare le ambiziose aspettative di famiglia, Patrick Branwell Brontë era il fratello fragile e sfortunato di Charlotte, Emily e Anne. Nell’anno del bicentenario che ne commemora la nascita, le sue lettere vengono consegnate per la prima volta in forma completa al pubblico italiano, per conoscere chi fu tradito dai propri sogni, prima ancora che da se stesso.
Recensione: Patrick Branwell Brontë è stato a lungo meno apprezzato rispetto alle sue sorelle: Emily, Anne e Charlotte. E' proprio dalla biografia di quest’ultima (scritta da Elizabeth Gaskell) che sono desunte le citazioni che introducono le quarantatré lettere scritte da Patrick: uomo di cultura classica, gentiluomo e amante del sapere. Ha lottato per tutta la sua vita per ottenere il riconoscimento da lui meritato e per uscire dall’ombra della fama che ruotava intorno alle tre sorelle.
“Ho l’aspirazione, signore, di farmi posto nel mondo, e per questo non confido solo nella poesia, quella deve spingere il vascello ma non farlo veleggiare per sempre. Spero di farmi conoscere per degli scritti solidi, anche scientifici, e per una linea di condotta forte e ferma, ciò darebbe al mondo un’ulteriore ragione di attenzione; allora la poesia coronerebbe di splendore un nome glorioso.

La vita di questi fratelli, soprattutto dopo la morte della madre, non è stata facile, e l’incuranza del padre insieme ad una serie di sfortunati eventi si sono abbattuti sulle loro vite. Nelle lettere di Patrick Brontë è percepibile la solitudine e la sofferenza che ha portato dentro di sé per tutta la sua esistenza, il peso di una vita a lui sempre avversa e del destino delle sue sorelle che gravava su di lui.
“ Ora, signore,
quando vi scrissi la prima volta, avevo intenzione di capire chi fossi e cosa fossi in grado di fare. Vi ho parlato di quel che ho scritto e che nessuno ha letto – siccome vi sapevo un uomo che questo mondo ha raramente osservato e, quindi, vi chiesi di giudicare se ero o no una persona immeritevole spedendovi un esempio da valutare, vi offrii i miei servigi in cambio del vostro giudizio.”
 
Erano molte le aspettative che tutti riponevano in lui, sperando che egli potesse occuparsi del mantenimento delle sorelle e della loro cura, ma le azioni che compiamo non sempre sono quelle che ci aspettiamo e spesso il destino non va come noi vogliamo. Nonostante tutte le difficoltà e i momenti in cui toccava il fondo, l’amore per la scrittura non lo ha mai abbandonato, e questo si percepisce in ogni lettera di quest’opera.
“Leggo per la stessa ragione per cui mangio e bevo, perché è un desiderio naturale. Ho scritto per lo stesso principio per cui si parla – per impulso e sentimento, non potevo farne a meno, perché ciò scaturisce dal mio essere.
Attraverso le sue parole assistiamo alla crescita di Patrick, sia artistica che personale, vedendo passare la sua narrativa attraverso le tappe della vita: dal linguaggio poco scorrevole e sgrammaticato delle prime lettere scritte durante la giovinezza; a quello più aulico, complesso e ricercato della maturità. Nonostante abbia vissuto poco più di trent’anni la sua è stata un’esistenza piena, caratterizzata dalla fiduca e speranza per il suo futuro, fino ad approdare poi alla perdita delle illusioni e alla paura per il declino della propria fama.

Nelle  lettere indirizzate ai suoi due amici più stretti, Joseph Bentley Leyland e Francis Henry Grundy, percepiamo maggiore confidenza nei toni rispetto a quelli utilizzati nelle altre lettere e rivolti a personaggi di una certa importanza o con cui c’era minore confidenza; questo rende la lettura sicuramente più coinvolgente e molto più vicina a noi per quanto possibile. Non dimentichiamoci infatti che parliamo di lettere scritte circa cento ottanta anni fa, ma non per questo incomprensibili. 

Bisogna pentrare nella mente del poeta, entrare in sintonia con lo spirito  che lo accompaganava nella stesura delle lettere: quello combattivo, quello disulluso, quello deluso, quello speranzoso. Una molteplicità di aspetti e di stati d'animo che popolavano la sua mente e le sue giornate. Molta di più era la fama che a mio avviso gli spettava ai suoi tempi, ma c'è sempre la speranza che anche nei tempi futuri i lettori siano disposti a dare una seconda opportunità a questo autore.



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