mercoledì 20 settembre 2017

Segnalazione: "Non Lasciarmi Andare" di Katherine Louise

Pubblicato da AlessiaM a 17:40:00
Ben trovati redaers! In questo post vi segnaliamo la prima opera di un'autrice emergente, si tratta di "Non Lasciarmi Andare" di Katherine Louise. Venite a scoprire con noi tutte le info su questo romanzo!

Titolo: Non Lasciarmi Andare
Autrice: Katherine Louise
Genere: Contemporary Romance
Editore: Self
Data di pubblicazione: 13 agosto 2017
Prezzo:  0,99 cent

Trama : Probabilmente in un’altra vita lei sarebbe stata la mia ragazza, ma non in questa vita. - Ajay 

In un’altra vita avrei fatto in modo che non andasse mai via, ma non in questa vita. - Evelyn 

Ajay Hayes ed Evelyn Baker non si vedono da sei anni. Erano convinti che la loro storia sarebbe stata diversa dalle altre, che il loro amore sarebbe durato per sempre, ma poi Evelyn si è trasferita, si sono scambiati la buonanotte, ma non c’è più stato un buongiorno. Ora lei è tornata e Ajay vuole vedere com’è diventata, che effetto ha su di lei visto che è stata proprio lei a non rispondere a quel messaggio.
Evelyn è tornata a Miami ed è pronta per la sua nuova vita, è a un passo dal diventare un’assistente sociale e inizia il tirocinio nell’istituto dove sa che è cresciuto Ajay, ma non è pronta a rivederlo, soprattutto perché è stato lui a spezzarle il cuore non facendosi più sentire. Quando lo incrocia, in quello che sembra un incontro casuale, si rende conto che è ormai diventato un uomo, che i suoi occhi sono ancora magici e magnetici proprio come li aveva lasciati. Sulla sua moto, con quel suo sorriso mozzafiato e l’ombra che non spariva mai dal suo sguardo è semplicemente irresistibile.
Si desiderano e si vogliono proprio come prima che tutto andasse a rotoli, ma Ajay non è solo un laureando d’ingegneria informatica, la sua vita nasconde qualcosa di oscuro, segreti aggrovigliati come la più pericolosa delle ragnatele, in cui rischiano di soccombere entrambi, perdendosi, e questa volta, per sempre.

ESTRATTI

La sua risata cristallina mi entrò nelle ossa facendomi tremare le gambe.
«Che c’è di così divertente?», domandai iniziando a ridere anch’io.
«Niente, sei così formale con me», alzai gli occhi al cielo.
«Non è vero», dissi spintonandolo, ma lui intercettò il mio polso facendomi voltare e arretrare fino al portone. Divenne serio, invase il mio spazio e mi schiacciò contro la porta.
«Sì, lo è. Sei sfuggita al mio sguardo per tutta la sera», mormorò fissandomi con quegli occhi che vedevo ardere.
«Non è vero», mentii.
«Evelyn». Cazzo. Il mio nome, le sue labbra, la vibrazione della sua voce.
«Non dirlo», bisbigliai.
«Cosa non devo dire?», chiese posando la mano libera vicino la mia testa.
«Il mio nome», mi schiarii la voce. «Non dire il mio nome», continuai abbassando gli occhi. 

***

«Io non avrei mai rinunciato a te, ma tu mi hai lasciato col cuore a pezzi. Io ti amavo», glielo urlai in faccia senza preoccuparmi del fatto che qualcuno potesse sentirci. Salii di corsa i gradini lasciandolo lì fermo. Raggiunsi la mia macchina, presi le chiavi e aprii lo sportello, finendo però per richiuderlo di nuovo scivolandoci contro, fino a quando mi sedetti sull’asfalto. Infilai le mani nei capelli mentre le lacrime mi rigavano il viso. D’un tratto le parole di mio padre iniziarono a riempirmi la testa. Non voleva che tornassi, non voleva che lo rivedessi. Voleva proteggermi e invece io ero partita comunque, io volevo tornare, io volevo rivederlo. Non ero pronta. Forse non lo sarei stata mai. Forse quel dolore non sarebbe sparito. Senza rendermene conto iniziai singhiozzare. 

*** 

«Solo tu mi fai questo effetto». Arrivammo in bagno e i vestiti di entrambi finirono in un angolo. Ajay aprì l’acqua e mi spinse nella doccia. Mi raggiunse sotto il getto, si passò una mano nei capelli. Cavolo quanto era bello tutto bagnato. Grosso, bagnato e con gli addominali scolpiti.
«Anche tu», dissi mordendomi il labbro inferiore.
«Dammelo a me quel labbro da mordere». Si avventò sulle mie labbra con passione e mi strinse a sé. Sapevo cosa stava per succedere e non vedevo l’ora.

 

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